Danza e pilates: “Troppi maestri non abilitati”. Boom di italiani dal fisioterapista

Alluce valgo, gambe e spine dorsali storte, ernie e dolori muscolari vari: da qualche anno sempre più italiani si ritrovano dal fisioterapista dopo aver frequentato un corso di pilates o di danza. Non perché queste discipline facciano male alla salute in sé, ma perché troppi maestri non sono adeguatamente preparati. La Federazione Italiana Danza: “Almeno il 70-80 per cento delle scuole hanno insegnanti senza abilitazione”. E dalla Federazione italiana fitness avvertono: “C’è chi crede che guardando un dvd o leggendo un libro si impari a insegnare pilates, ma non è così”. I consigli

Cosa possono avere in comune una persona che fa danza e una che fa pilates? Il fisioterapista. Non è una battuta né una barzelletta ma spesso è la realtà dei fatti. Chi fa una delle due discipline può avere come conseguenza il trovarsi a fare i conti col fisioterapista. La domanda è perché, dato che sia pilates che danza il corpo lo educano e lo curano? Semplice, perché spesso, molto spesso, chi insegna lo fa senza avere una adeguata preparazione.

“Almeno il 70-80 per cento delle scuole di danza italiane hanno insegnanti senza abilitazione – sentenzia Carlo Alberto Cherubini, presidente della Federazione Italiana Danza –. Se in Italia esistono circa 10 mila scuole, i titoli validi li avranno in 2 mila. Se consideriamo poi che ogni scuola ha 3 – 4 insegnanti, vediamo che il numero degli ‘abusivi’ che non sanno nemmeno dov’è la danza e fondano una scuola semplicemente iscrivendosi ad associazioni è enorme. Questo è il male della danza italiana”.

Alluce valgo, cifosi, lordosi, gambe e spine dorsali storte (facendo danza), ernie e dolori muscolari vari (pilates) sono solo alcuni dei problemi fisici nei quali si può incappare quando non si hanno insegnanti adeguatamente preparati. La domanda che viene da porre è: com’è possibile? “Purtroppo in Italia sia il Pilates che altre discipline sportive possono essere insegnate senza una qualifica certificata – dichiara Lisa Lapomarda, docente Fif (Federazione italiana fitness) di Pilates – perché c’è una legislatura in proposito che non tutela nessun ente di formazione come scienze motorie o altre federazioni ufficialmente riconosciute come la Fif o altro, e permette così a chiunque abbia solamente buone abilità motorie e sappia socializzare bene , di insegnare nelle palestre o centri sportivi della ‘parrocchia’. C’è chi crede che guardando un dvd o leggendo un libro si impari a insegnare Pilates ma non è così: serve una formazione completa. Altrimenti chi viene ad esempio per vedere di rimediare ad alcuni dolori alla schiena, se ne porta a casa di nuovi”.

Se il Pilates ‘paga’ il venir confuso con altre discipline da fitness, la danza paga la carenza di controlli. In teoria esistono specifiche direttive da seguire – e precisi attestati da avere – per poter aprire una scuola, in realtà spesso queste non vengono seguite. Sovente si apre una scuola senza averne realmente i requisiti. “Per le cose come stanno in pratica chiunque – sottolinea Cherubini – magari solo perché ha studiato un paio di anni come allieva in una scuola, si sente in diritto di insegnare. Come se insegnare fosse solo far mettere alla sbarra delle allieve o far fare dei pliés. Ci vorrebbero anni di studio, sia del corpo che per come si insegna anche perché altrimenti si rischia di far del male a delle persone, di rovinarle. Si comincia a insegnare a bambini che hanno 4-5 anni senza avere competenze con risultati che vanno dalla lordosi alle spine dorsali storte e vie dicendo. Che sia danza classica, moderna, contemporanea o hip hop il risultato non cambia: se non si hanno competenze si rovinano delle persone. Il difficile è sapere quante siano le persone danneggiate ma credo basti fare i conti pensando a quanti giovani in media frequentano una scuola di danza e quante sono le scuole con insegnanti abusivi”.

Il cosiddetto ‘Effetto Amici’ e l’aumentare della voglia di prendersi cura di sé ha fatto aumentare il numero di iscritti sia per quanto riguarda le scuole di danza che per le palestre dove si fa fitness. Un vero e proprio boom. In contemporanea è aumentato anche il numero di persone che si rivolge ai fisioterapisti. “Non sappiamo di preciso in quanti si rivolgono a noi fisioterapisti provenienti da danza e pilates perché una stima non l’abbiamo mai fatta – ammette Antonio Bortone presidente Aifi (associazione italiana fisioterapisti) – ma di sicuro sono in molti. E quando vengono non è colpa delle discipline di per sé ma come sono state insegnate. Se gli istruttori sono improvvisati, possono creare dei danni”.

dr. Davide di Nocera

Laureato in Fisioterapia nel 2011 presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Ha frequentato Osteopatia presso l’EOP (European Osteopathic Project) di Roma.

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